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L'itinerario inizia dalla piazza principale di Sandrigo dove possiamo ammirare il Duomo, costruito nel 1492, riedificato nel 1711 e riconsacrato nel 1742 quando fu aggiunta alla titolazione iniziale a S. Maria, quella ai santi Filippo e Giacomo. Dalla titolazione della chiesa deriva il nome della piazza antistante.
La facciata della chiesa è adorna di statue provenienti dalla bottega dello scultore Orazio Marinali, mentre all'interno del tempio figurano tavole del Cittadella, del Carpioni e del Ricci Fiorentino. L'edificio fu ampliato e spostato nel 1939, quando fu deciso di ricavare una larga piazza davanti alla facciata.
Dalla piazza principale verso est inizia via Roma e subito si e' in piazza Garibaldi, qui accanto a villa Tretti-Trissino, grandioso edificio eretto dallo Scamozzi intorno al 1760, sorge l’antico Oratorio eretto dal nobile Serrano Trissino nel 1610 e intitolato alla Madonna Assunta.La chiesetta fu ristrutturata una prima volta nel 1843 dall'architetto Caregaro Negrin, fu oggetto di un intervento ulteriore nel 1958, e definitivamente restaurata nel 2002.
Dalla piazza Filippo e Giacomo percorrendo in direzione sud via IV Novembre e via G. Gaetano troviamo sulla destra la Villa Sesso-Ruffini, ora Centro Giovanile Parrocchiale. L'edificio, inglobato nel contesto urbano, lascia appena intravedere la primitiva destinazione a "casa signorile di campagna" della famiglia, come era stata definita all'epoca della sua erezione nel XV secolo.
Qui con i dovuti fasti fu ospitato nel 1532 l'imperatore Carlo V. L'edificio fu ampliato nei secoli successivi. A poca distanza dalla villa sorge l'Oratorio di San Francesco di Paola, eretto all'inizio del 1700, al quale era annessa una mansioneria. Più avanti in via San Gaetano sorge Villa Carlotto, eretta nel Settecento e mortificata da una ristrutturazione del primo Novecento.
Tornando in via IV Novembre, potremo ammirare sulla sinistra la villa Sesso Cavaliere, ristrutturata nel Settecento e corredata nella seconda parte dell'ottocento da uno splendido parco realizzato da A. Ceregaro Negrin, abbellito con statue e un gazebo barocco.
Risale invece al 1570 la bella villa Sesso-Schiavo situata in via San Lorenzo. La villa in stile palladiano presenta all’esterno uno splendido portale bugnato, realizzato con sassi dei vicini torrenti e materiale laterizio. Varcato l’ingresso si entra in un luminoso ed ampio loggiato a colonne doriche, che conduce alle sale affrescate. Gli affreschi del Cinquecento rappresentano un insigne esempio della vivace pennellata del noto pittore Giovanni Antonio Fasolo e della sua bottega. La prima sala è dedicata al Baccanale, una rumorosa festa per il dio Bacco tra menadi danzanti e putti. Si prosegue con la stanza dei Quattro Elementi e quella delle Virtù fino a raggiungere la stanza della Storia, in cui campeggia il ritratto del nobile Silvio Sesso, committente della villa. A meridione del complesso sorge l’antica filanda, una barchessa con colonne doriche, e la cappella di san Lorenzo datata 1696.
Proseguendo in direzione sud verso via Pozza troveremo villa Dal Toso-Galletto, architettura realizzata nel 1751, con la ristrutturazione di un edificio forse quattrocentesco.
Nella frazione di Lupia è degno di visita Palazzo Dal Toso ora proprietà comunale, edificio seicentesco che ne ingloba uno preesistente del XV secolo attribuito al Borella; villa Tacchio-Garbinati-Giaretta del 1672, che comprende un parco purtroppo ora lasciato incolto, ma che lascia intravedere ancora tracce dell'antico splendore, e un notevole complesso di adiacenze ricche di elementi gotici.
La chiesa parrocchiale di Lupia, dedicata a Santo Stefano, è un edificio in stile gotico più volte restaurato e non sempre con felici risultati. Comunque l'aspetto è notevole e all'interno conserva una scultura in pietra di Costozza, un trittico che rappresenta la Vergine e il Bambino tra i Santi Stefano e Sebastiano ed una tela attribuita a Jacopo Da Ponte, la "Natività di Gesù". Una suggestiva "Adorazione dei Magi" è affrescata sulle pareti della piccola torre "colombara" antistante alla chiesa.
Arrivando alla frazione di Lupiola si può ammirare villa Dal Toso-Cadore, edificio ampliato nel tardo seicento su di un originale del cinquecento; si tratta di un corpo padronale con porticato a colonne tuscaniche a cui è stata sovrapposta una loggia con colonne ioniche, fasciate da una elegante balaustra.
Nella parte nord del territorio, altro edificio socio-religioso notevole per essere una delle più antiche testimonianze di storia locale, è quello dedicato a San Sisto , situato nell'omonima via che parte dal centro di Sandrigo e prosegue in direzione nord-ovest. La chiesetta di San Sisto, papa e martire, edificata nel XVI secolo e ristrutturata nel 1760, era anticamente intitolata a S. Salvatore, e sembra fosse l'antica sede parrocchiale: l'ipotesi è avallata dal ritrovamento di numerosi resti umani nel terreno circostante evidentemente adibito a cimitero. La devozione a Sisto II papa martire era tipica dell'età longobarda. Proseguendo verso nord-ovest un altro edificio significativo sia dal punto di vista storico che da quello ambientale e' il "Tugurio", un maestoso casale di origini medioevale più volte restaurato, ma che conserva ancora l'antico aspetto imponente.
Lasciando il centro di Sandrigo e intraprendendo la direzione est verso la frazione di Ancignano, si possono ammirare villa Negri-Rigoni, ristrutturata completamente a fine 1800, villa Corrà-Milan-Stefani, edificio cinquecentesco di notevole valore artistico che attualmente purtroppo giace in uno stato di grave abbandono, e merita una visita la seicentesca villa Chiericati-Milan situata in via Soella, ornata sul timpano frontale di statue di Angelo de' Putti, mentre all'interno ospita affreschi di Francesco Aviani.
Assieme alle ville a alle chiese Sandrigo conserva tutta una serie di complessi rurali sparsi nel territorio, che formano parte integrante del panorama. Si tratta di fattorie, barchesse, colombare, capitelli, porticati ed archi che danno alla campagna un aspetto di grande armonia ed unità estetica.
La facciata della chiesa è adorna di statue provenienti dalla bottega dello scultore Orazio Marinali, mentre all'interno del tempio figurano tavole del Cittadella, del Carpioni e del Ricci Fiorentino. L'edificio fu ampliato e spostato nel 1939, quando fu deciso di ricavare una larga piazza davanti alla facciata.
Dalla piazza principale verso est inizia via Roma e subito si e' in piazza Garibaldi, qui accanto a villa Tretti-Trissino, grandioso edificio eretto dallo Scamozzi intorno al 1760, sorge l’antico Oratorio eretto dal nobile Serrano Trissino nel 1610 e intitolato alla Madonna Assunta.La chiesetta fu ristrutturata una prima volta nel 1843 dall'architetto Caregaro Negrin, fu oggetto di un intervento ulteriore nel 1958, e definitivamente restaurata nel 2002.
Dalla piazza Filippo e Giacomo percorrendo in direzione sud via IV Novembre e via G. Gaetano troviamo sulla destra la Villa Sesso-Ruffini, ora Centro Giovanile Parrocchiale. L'edificio, inglobato nel contesto urbano, lascia appena intravedere la primitiva destinazione a "casa signorile di campagna" della famiglia, come era stata definita all'epoca della sua erezione nel XV secolo.
Qui con i dovuti fasti fu ospitato nel 1532 l'imperatore Carlo V. L'edificio fu ampliato nei secoli successivi. A poca distanza dalla villa sorge l'Oratorio di San Francesco di Paola, eretto all'inizio del 1700, al quale era annessa una mansioneria. Più avanti in via San Gaetano sorge Villa Carlotto, eretta nel Settecento e mortificata da una ristrutturazione del primo Novecento.
Tornando in via IV Novembre, potremo ammirare sulla sinistra la villa Sesso Cavaliere, ristrutturata nel Settecento e corredata nella seconda parte dell'ottocento da uno splendido parco realizzato da A. Ceregaro Negrin, abbellito con statue e un gazebo barocco.
Risale invece al 1570 la bella villa Sesso-Schiavo situata in via San Lorenzo. La villa in stile palladiano presenta all’esterno uno splendido portale bugnato, realizzato con sassi dei vicini torrenti e materiale laterizio. Varcato l’ingresso si entra in un luminoso ed ampio loggiato a colonne doriche, che conduce alle sale affrescate. Gli affreschi del Cinquecento rappresentano un insigne esempio della vivace pennellata del noto pittore Giovanni Antonio Fasolo e della sua bottega. La prima sala è dedicata al Baccanale, una rumorosa festa per il dio Bacco tra menadi danzanti e putti. Si prosegue con la stanza dei Quattro Elementi e quella delle Virtù fino a raggiungere la stanza della Storia, in cui campeggia il ritratto del nobile Silvio Sesso, committente della villa. A meridione del complesso sorge l’antica filanda, una barchessa con colonne doriche, e la cappella di san Lorenzo datata 1696.
Proseguendo in direzione sud verso via Pozza troveremo villa Dal Toso-Galletto, architettura realizzata nel 1751, con la ristrutturazione di un edificio forse quattrocentesco.
Nella frazione di Lupia è degno di visita Palazzo Dal Toso ora proprietà comunale, edificio seicentesco che ne ingloba uno preesistente del XV secolo attribuito al Borella; villa Tacchio-Garbinati-Giaretta del 1672, che comprende un parco purtroppo ora lasciato incolto, ma che lascia intravedere ancora tracce dell'antico splendore, e un notevole complesso di adiacenze ricche di elementi gotici.
La chiesa parrocchiale di Lupia, dedicata a Santo Stefano, è un edificio in stile gotico più volte restaurato e non sempre con felici risultati. Comunque l'aspetto è notevole e all'interno conserva una scultura in pietra di Costozza, un trittico che rappresenta la Vergine e il Bambino tra i Santi Stefano e Sebastiano ed una tela attribuita a Jacopo Da Ponte, la "Natività di Gesù". Una suggestiva "Adorazione dei Magi" è affrescata sulle pareti della piccola torre "colombara" antistante alla chiesa.
Arrivando alla frazione di Lupiola si può ammirare villa Dal Toso-Cadore, edificio ampliato nel tardo seicento su di un originale del cinquecento; si tratta di un corpo padronale con porticato a colonne tuscaniche a cui è stata sovrapposta una loggia con colonne ioniche, fasciate da una elegante balaustra.
Nella parte nord del territorio, altro edificio socio-religioso notevole per essere una delle più antiche testimonianze di storia locale, è quello dedicato a San Sisto , situato nell'omonima via che parte dal centro di Sandrigo e prosegue in direzione nord-ovest. La chiesetta di San Sisto, papa e martire, edificata nel XVI secolo e ristrutturata nel 1760, era anticamente intitolata a S. Salvatore, e sembra fosse l'antica sede parrocchiale: l'ipotesi è avallata dal ritrovamento di numerosi resti umani nel terreno circostante evidentemente adibito a cimitero. La devozione a Sisto II papa martire era tipica dell'età longobarda. Proseguendo verso nord-ovest un altro edificio significativo sia dal punto di vista storico che da quello ambientale e' il "Tugurio", un maestoso casale di origini medioevale più volte restaurato, ma che conserva ancora l'antico aspetto imponente.
Lasciando il centro di Sandrigo e intraprendendo la direzione est verso la frazione di Ancignano, si possono ammirare villa Negri-Rigoni, ristrutturata completamente a fine 1800, villa Corrà-Milan-Stefani, edificio cinquecentesco di notevole valore artistico che attualmente purtroppo giace in uno stato di grave abbandono, e merita una visita la seicentesca villa Chiericati-Milan situata in via Soella, ornata sul timpano frontale di statue di Angelo de' Putti, mentre all'interno ospita affreschi di Francesco Aviani.
Assieme alle ville a alle chiese Sandrigo conserva tutta una serie di complessi rurali sparsi nel territorio, che formano parte integrante del panorama. Si tratta di fattorie, barchesse, colombare, capitelli, porticati ed archi che danno alla campagna un aspetto di grande armonia ed unità estetica.







